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La crisi delle materie prime frena la ripresa

Florenzo Vanzetto in un’intervista in TV spiega le difficoltà della crisi delle materie prime in atto.

Se da una parte l’aumento dei prezzi può essere il segnale di un’economia che ha ripreso a funzionare a pieno ritmo, dall’altro sta mettendo in crisi la reperibilità soprattutto di materie prime indispensabili per i Paesi produttori di cui fa parte anche l’Italia. Dal settore tecnologico, all’automotive, dal metallurgico fino ad arrivare al food, le forniture si fanno sempre più lente e più costose.

crisi delle materie prime - Florenzo Vanzetto - VRM SPA

Proprio questo nuovo fenomeno è stato l’argomento principale del servizio mandato in onda nei giorni scorsi da Agorà su RAI3 e dal titolo “Crisi al contrario – crisi delle materie prime, cresce domanda, cala il lavoro”.

Ai microfoni della reporter anche Florenzo Vanzetto, CEO del gruppo VRM, storica azienda della Motor valley bolognese, che raggruppa brand come Marzocchi e Metalplus.

“Oggi i fornitori dei Paesi del Far East dichiarano di non avere più capacità produttiva a disposizione. Purtroppo in Europa abbiamo il problema opposto: i fornitori chiedono prezzi eccessivamente elevati e le forniture vanno al 2022”.

Domanda in aumento ma la produzione è bloccata

La situazione che si è creata a livello nazionale è dovuta in gran parte al blocco causato dalla pandemia all’approvvigionamento di materiali, ma allo stesso tempo all’aumento della richiesta grazie al boom del commercio online.

Come se non bastasse, si sta registrando anche l’aumento del costo dei containers e dei noli marittimi, provocati anche da fenomeni geopolitici quali il blocco totale di importanti porti asiatici a causa di focolai di variante Delta e del temporaneo stop delle esportazioni dalla Louisiana causa uragano Ida, che pesano inevitabilmente sul trasporto delle merci.

“Un altro problema sono i trasporti – ha infatti continuato Vanzetto -. Prima un container dalla Cina all’Italia lo pagavamo 2.500 dollari. Oggi ci costa 13.000 dollari, ben 6 volte di più”.

trasporti - crisi delle materie prime - VRM SPA

Ci vogliono soluzioni concrete per le aziende

La produzione rallenta e ogni realtà sta cercando di far fronte a questo momento, con la speranza che presto qualcosa si muova. “Il gruppo VRM ha allungato ferie, utilizzando le ferie pregresse. Siamo ricorsi a strumenti come la flessibilità. Già oggi i reparti lavorano a rilento, 25% in meno. Abbiamo eliminato un turno” conclude Vanzetto. Tuttavia, la domanda sta crescendo abbastanza da ampliare potenzialmente le attuali capacità produttive del Gruppo VRM.

Le aziende stanno quindi cercando di trovare delle soluzioni provvisorie per tamponare la situazione ma certo ora bisogna attuare un piano concreto perché la ripresa economica sia reale, in costante ascesa e per tutti i settori.

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